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Al Ministero della Cultura il convegno “Una nuova alleanza tra pubblico e privato per la valorizzazione del patrimonio culturale”

Il 23 giugno 2025 sono state presentate nella Sala Spadolini del Collegio Romano le Linee Guida in materia di partenariato speciale pubblico private per gli Istituti e luoghi della cultura.

Con le Linee guida in corso di pubblicazione, abbiamo finalmente uno strumento che supera le rigidità delle concessioni e consente di includere i privati in una prospettiva nuova, non affidandogli semplicemente dei servizi ma coinvolgendoli nella co-progettazione e nell’attuazione di un vero e proprio progetto culturale che si può spingere fino alla co-gestione dei beni culturali pubblici.

La norma contenuta nell’art. 134 comma 2 del D. Lgs 36/2023 e nell’articolo 89 comma 17 del D. Lgs 117/2017 consente di rafforzare in una prospettiva di sussidiarietà orizzontale il coinvolgimento dei privati nei processi di gestione, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale e costituisce una delle priorità politiche nell’ambito dei processi di valorizzazione, anche economica, del patrimonio culturale così come riportato nell’atto di indirizzo concernente l’individuazione delle priorità politiche da realizzarsi nell’anno 2025 e per il triennio 2025-2027.

Le linee guida sul Partenariato speciale Pubblico Privato presentate, hanno quindi come obiettivo quello di fornire un quadro operativo chiaro e coerente per l’attuazione di questo strumento all’interno del settore culturale; ovviamente il testo tiene presente quelle che sono state le trasformazioni degli ultimi anni nel nostro settore – la necessità di costruire un nuovo modello nella gestione del patrimonio culturale, l’esigenza di riaffermare un dominio pubblico nel sistema di fruizione del patrimonio culturale – quindi tutto ciò ha determinato un necessario ripensamento della governance dei processi di gestione e valorizzazione dei beni culturali. Questo processo poi ha trovato linfa vitale nelle riflessioni legate al coinvolgimento della società civile nella gestione del patrimonio culturale – faccio riferimento ovviamente alla Convenzione di Faro – e anche nella necessità di una maggiore attenzione per i cosiddetti siti minori, spesso chiusi e sottoutilizzati, che i tradizionali modelli di gestione diretta e indiretta non hanno consentito efficacemente di valorizzare.

Il video integrale del convegno:


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