Al Ministero della Cultura la nuova scoperta da Vulci: la Kore in marmo
È stata presentata, presso la Sala della Crociera del Ministero della Cultura, la testa di una Kore in marmo proveniente da Vulci, uno dei principali centri dell’Etruria meridionale.
Il reperto, eccezionale per qualità artistica e stato di conservazione, è stato rinvenuto durante gli scavi del progetto internazionale Vulci Cityscape, promosso dalle Università di Friburgo e Magonza in concessione ministeriale.
Un lavoro sinergico tra istituzioni, università e territorio – La presentazione ha visto gli interventi del Capo Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, Alfonsina Russo, che ha portato anche i saluti del Ministro Alessandro Giuli, del Capo Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale, Luigi La Rocca, insieme ai rappresentanti della Soprintendenza, dell’ICR, della Fondazione Vulci e delle Università coinvolte. I lavori sono stati introdotti da Edith Gabrielli, Direttore Generale VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia.
La scoperta è frutto di un percorso condiviso tra Dipartimenti del Ministero, ricercatori italiani e internazionali e istituzioni territoriali, che da anni collaborano per la tutela e la valorizzazione dell’area vulcente.
L’intervento del Capo Dipartimento DiVa, Alfonsina Russo: “Vulci è un ponte tra passato e futuro” – Nel suo intervento, il Capo Dipartimento ha evidenziato il valore della scoperta e la visione culturale che guida gli interventi sul territorio vulcente.
“La bellezza e la raffinatezza di questa testa rappresentano un tassello fondamentale nella conoscenza di uno straordinario luogo qual è Vulci”, ha affermato. “Qui la profondità della storia e la bellezza del paesaggio si intrecciano in un dialogo continuo, capace ancora oggi di parlare a chi visita questi territori”. Il Capo Dipartimento ha ricordato il ruolo centrale delle istituzioni locali e nazionali: “La Fondazione Vulci è un modello di partecipazione: Comuni, Regione, Provincia e Ministero lavorano insieme in un progetto che unisce tutela, ricerca, innovazione e sviluppo sostenibile”.
Rievocando alcune scoperte che hanno segnato la storia recente degli studi su Vulci – come le celebri Mani d’argento – ha sottolineato: “Questi ritrovamenti hanno dimostrato come il patrimonio di Vulci possieda una forza comunicativa universale. La testa della Kore, come le Mani d’argento, è capace di suscitare stupore, curiosità e conoscenza”. La Dott.ssa Russo ha anche ribadito il ruolo della comunità e del territorio nella costruzione di un modello virtuoso di tutela:
“In passato Vulci ha subito pesanti saccheggi, ma oggi la comunità locale partecipa attivamente alla salvaguardia del territorio. È un cambio di paradigma che ha permesso di restituire dignità e futuro a questo straordinario sito”.
E ha indicato la visione strategica per i prossimi anni: “La valorizzazione di Vulci deve continuare a fondarsi su una strategia integrata: ricerca archeologica, tutela del paesaggio, innovazione nei linguaggi espositivi, reti internazionali e partecipazione delle comunità locali”.
Concludendo con una visione ampia e prospettica: “Vulci non è soltanto un patrimonio da proteggere, ma un luogo vivo, un laboratorio di sostenibilità culturale, un ponte tra passato e futuro. Dobbiamo lavorare insieme affinché questo ponte rimanga solido, accogliente e capace di raccontare al mondo il valore profondo della nostra eredità etrusca”.
Una scoperta dal valore scientifico e culturale straordinario – La scultura raffigura una giovane donna con una raffinata acconciatura e tratti eleganti, riconducibile a un atelier attico dei primi decenni del V secolo a.C. Si tratta di un rarissimo esempio di statuaria greca rinvenuta in Etruria, capace di arricchire la conoscenza degli intensi contatti tra comunità etrusche e mondo greco.
Il reperto proviene dall’area del nuovo tempio monumentale scoperto nel 2021, un complesso che sta contribuendo a ridefinire la comprensione degli spazi sacri nel cuore di Vulci.
Attualmente la Kore è ospitata presso l’Istituto Centrale per il Restauro (ICR), dove è in corso un approfondito programma di studio e restauro che comprende analisi su policromia originaria, materiali e tecniche di lavorazione.
Una scoperta che rafforza il ruolo di Vulci nel Mediterraneo antico – La presentazione della Kore conferma il ruolo di Vulci come crocevia di culture e capitale culturale dell’Etruria meridionale, un sito che continua a restituire testimonianze di eccezionale valore.
La sinergia tra Ministero, istituzioni scientifiche e territorio rappresenta un modello virtuoso di collaborazione che alimenta nuovi percorsi di ricerca, tutela e valorizzazione.
Il video integrale della conferenza:
Foto E.A. Minerva e A. Sbaffi – Ministero della Cultura




